“Il 12 Ottobre 1492, un marinaio della Pinta, Rodrigo da Triana, avvistò l’isola di Guanahnanì, (poi San Salvador). Era la scoperta del nuovo mondo, la fine del medioevo, un evento di portata incalcolabile nella storia dell’umanità. Sembra quindi giusto, ed opportuno, in prossimità di tale ricorrenza, in qualche modo celebrarla occupandocene da vari punti di vista. Nel passato abbiamo visto quali siano le false credenze intorno a Colombo e il suo viaggio. Quest’anno ci occuperemo di Colombo come comandante.”
Il professore Silvestro Raffone, socio SAIt e consigliere della Sezione Toscana è stato docente di fisica presso l’ Istituto Tecnico Nautico Cappellini , Livorno
Il Dottore Daniele Gaggero è ricercatore INFN presso
l’ Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, sezione di Pisa da Novembre 2022.
Ha conseguito la laurea in fisica e il dottorato di ricerca presso l’Università di Pisa nel 2011, e successivamente ha condotto ricerche nell’ambito della fisica astro-particellare e della cosmologia in diversi istituti in Europa: la Scuola Superiore Studi Avanzati di Trieste, l’Università di Amsterdam, l’Istituto di Fisica Teorica a Madrid e l’Istituto di Fisica Corpuscolare a Valencia.
Oggi ci parlerà dei RAGGI COSMICI:
“ .. particelle cosmiche che vengono accelerate fino a energie estremamente elevate in ambienti astrofisici estremi, come le onde d’urto che si propagano in seguito alle esplosioni di supernova. Descriverò come avvengono questi processi di accelerazione e seguirò il viaggio di queste particelle nella nostra Galassia. In seguito alle complesse interazioni con il gas e i campi magnetici, queste particelle emettono grande quantità di radiazione che può essere rivelata con radiotelescopi (nella banda radio) e con moderni detector sia in orbita sia a terra (nella banda dei raggi gamma). Concluderò con alcuni cenni sull’astronomia cosiddetta “multi-messaggera”, con cenni alle emissioni di neutrini da parte delle particelle cosmiche e della loro recente rivelazione con gli esperimenti Ice Cube e KM3Net.”
Francesco Califano è professore Ordinario, presso il Dipartimento di Fisica dell’Università di Pisa, di Struttura della Materia.
La sua attività di ricerca si concentra sullo studio teorico della dinamica dei “Plasmi magnetizzati dominati da forti effetti non lineari e caratterizzati da una fisica di multiscala, corrispondente a regimi fisici diversi tra loro ma interconnessi”.
Su questa linea di ricerca è responsabile dal 2014 del “Dual Master Diploma in Physics” con Université Sorbonne:un doppio diploma Magistrale con Sorbonne Universitè che prevede un primo anno a Pisa ed un secondo a Parigi.
Il professore è anche responsabile scientifico di numerosi progetti di supercalcolo ed è membro di numerosi progetti di ricerca europei.
Dal 2017 è co-responsabile scientifico dello strumento “Plasma Wave Investigation” consortium, MMO spacecraft (JAXA), della missione spaziale congiunta ESA-JAXA “Bepi-Colombo” , lanciata nell’ottobre 2018 e prima missione spaziale europea per lo studio del pianeta Mercurio.
Al suo attivo ha duecento pubblicazioni su riviste internazionali con “Referee” ed è Editore Associato del Journal of Plasma Physics, Cambridge University Press.
Oggi il professore Califano ci parlerà della fusione nucleare nelle stelle:
“Nelle stelle la fusione nucleare rappresenta la sorgente energetica principale in grado di tenerle in vita su tempi lunghissimi. Questo processo appare oggi come una delle fonti energetiche future più importanti per lo sviluppo della nostra società. Nelle stelle il suo funzionamento è permesso dalla auto-gravità della materia in grado di tenere insieme la materia ad altissime temperature. In laboratorio, per realizzare la fusione, l’approccio più promettente è quello del “confinamento magnetico” che rappresenta una delle sfide scientifiche e tecnologiche più importanti del momento. In questa presentazione, partendo dalla descrizione di una stella (formazione ed evoluzione), introdurremo il concetto di fusione e la possibilità di riprodurla in laboratorio.“
Il dottor Gianni Comoretto si è laureato a Pisa nel 1981, ha lavorato presso il radiotelescopio di Medicina e presso l’Osservatorio di Arcetri, dove ha diretto il laboratorio di radioastronomia. La sua attività di ricerca riguarda lo studio della formazione stellare, e la progettazione di strumentazione per radiotelescopi. Ha collaborato alla realizzazione dei telescopi ALMA, in Cile, del Sardinia Radio Telescope, in Sardegna, e della sonda Cassini. Attualmente lavora al radiotelescopio Square Kilometre Array, in costruzione nel deserto australiano.
Nella conferenza odierna il dottore illustrerà come la Radioastronomia ci consente di conoscere meglio l’Universo, e descriverà i principali radiotelescopi attualmente operativi o in costruzione.
La Radioastronomia consente di osservare il cielo con strumenti di grandi dimensioni sfruttando l’unica finestra in cui la nostra atmosfera è trasparente, oltre quella della luce visibile. Mentre la luce è emessa principalmente da stelle e nubi di gas molto caldo, le onde radio ci mostrano il gas freddo e le polveri da cui si formano le stelle e i pianeti, con la loro ricchissima chimica, i buchi neri al centro delle galassie, di cui abbiamo ottenuto immagini estremamente dettagliate, la radiazione emessa dal gas caldo subito dopo il Big Bang, e ci hanno permesso di scoprire oggetti inattesi, come le pulsar o i lampi radio (Fast Radio Bursts)
La Dott.ssa Barbara Patricelli dopo aver conseguito la laurea in Fisica presso l’Università degli Studi dell’Aquila e il Dottorato di Ricerca in Astrofisica Relativistica presso l’Università di Roma “Sapienza” è attualmente ricercatrice presso il Dipartimento di Fisica dell’Università di Pisa. La sua attività di ricerca si concentra sullo studio multi-messaggero di coalescenze di sistemi binari di oggetti compatti, che sono tra i fenomeni più estremi dell’universo. E’ membro di diverse collaborazioni scientifiche internazionali tra cui : LIGO-Virgo-KAGRA (LVK), Einstein Telescope (ET), Cherenkov Telescope Array (CTA).
Nella conferenza odierna la dottoressa ripercorrerà la nascita dell’Astronomia Multi-Messaggera,dei sui orizzonti e delle sfide future.
L’astronomia multi-messaggera è un nuovo modo di esplorare l’Universo, che si basa sullo studio delle sorgenti celesti mediante più “messaggeri” di natura fisica diversa: i fotoni (la luce), le particelle elementari (ad esempio i neutrini) e le onde gravitazionali. Queste ultime sono dei “terremoti cosmici” generati da fenomeni estremamente violenti dell’Universo, che vengono captati da grandi strumenti come gli interferometri Virgo e LIGO. Essa è nata nell’Agosto del 2017, quando LIGO e Virgo hanno rivelato un segnale gravitazionale prodotto dalla fusione di due stelle di neutroni …