Il dottor Germano Sacco ha conseguito il dottorato di Ricerca presso L’Università degli Studi di Palermo, poi ha lavorato per due anni negli Stati Uniti e, infine, si è spostato a Firenze, dove lavora come ricercatore presso l’Osservatorio di Arcetri. Germano studia da tanti anni le stelle durante le prime fasi della loro evoluzione e partecipa con vari ruoli alle più importanti campagne osservative in questo ambito.
“LA VIA LATTEA E LE SUE STELLE”
“Studiare le proprietà della Via Lattea è fondamentale per svelare le origini del nostro Sistema Solare, e decifrare l’evoluzione delle innumerevoli galassie che popolano l’Universo.
In questo incontro intraprenderemo un viaggio alla scoperta della nostra galassia: come la studiamo, cosa abbiamo appreso sulla sua struttura e quali sono le principali scoperte avvenute negli ultimi anni…” G. Sacco
L’astrometria, ovvero, la misura delle posizioni e dei moti delle stelle, è oggi dominata dalla teoria di Einstein, infatti, le misure spaziali ad alta precisione introdotte dal satellite Gaia dell’ESA, costringono sempre più ad abbandonare il modello classico basato sulla gravità newtoniana.
L’intera nostra Galassia funge da laboratorio di “Cosmologia Locale”, a “ redshift ” zero, fornendo al contempo il miglior modello per altre galassie simili.I dati di Gaia permettono di esplorare le relazioni tra le strutture barioniche (e la loro evoluzione) e le componenti oscure dell’Universo, fornendo al contempo il miglior modello per altre galassie simili
In questo contesto, la professoressa ci presenterà la prima applicazione “ … della cinematica relativistica nel tracciare le curve di rotazione della Via Lattea. Come noto, l’osservata “piattezza” di queste curve rimane un problema aperto in astronomia, richiedendo tipicamente l’introduzione di un alone di materia oscura. I risultati più recenti hanno confrontato una soluzione esatta dell’equazione di Einstein con i modelli (Λ)CDM e MOND, utilizzando quasi un milione di sorgenti tutte provenienti da Gaia,… sembrano invece rappresentare una nuova chiave per esplorare i fenomeni attribuiti alla materia oscura. ” M.T. Crosta
La Dr.ssa Mariateresa Crosta è Ricercatrice Senior presso l’INAF Osservatorio Astrofisico di Torino (OATo) e ha conseguito l’abilitazione scientifica nazionale come Professore Ordinario in Astrofisica.
In particolare, tiene il corso di “Gravitational Metrology for Astrophysics and Cosmology” presso il Dipartimento di Matematica “G. Peano” dell’Università degli Studi di Torino.
La sua carriera si distingue per il lavoro pionieristico nella metrologia gravitazionale e nell’applicazione della Relatività Generale all’astronomia fondamentale e alla cosmologia locale. Dal 2000 è impegnata nella missione Gaia dell’ESA come membro del DPAC (Gaia Data Processing and Analysis Consortium), dove gestisce il confronto e il perfezionamento dei modelli di Relatività Generale per l’elaborazione e l’analisi dei dati.
La sua ricerca ha fornito contributi innovativi nella rilevazione delle onde gravitazionali (utilizzando le stelle come antenne) e nella ricostruzione della Via Lattea secondo la Relatività Generale.
LUCA CIOTTI è Professore ordinario di astrofisica teorica presso il dipartimento di Fisica e Astronomia dell’ Università di Bologna, dove tiene i corsi di Astrofisica Extragalattica e di Dinamica stellare. Membro dell’International Astronomical Union (divisione Galassie e Astrofisica delle alte energie). Ha insegnato vari anni alla Scuola Normale di Pisa al corso di Dinamica Stellare
E’ Socio corrispondente dell’Accademia delle Scienze di Bologna. Collabora con il Dipartimento di Astrofisica dell’ Università di Princeton (USA), con il Dipartimento di Fisica Teorica dell’ Universitàdi Oxford (UK) e altri istituti internazionali.
Referee per le più importanti riviste scientifiche internazionali.
La sua attività di ricerca comprende la dinamica stellare, la formazione, struttura ed evoluzione delle galassie ellittiche, struttura degli aloni di materia oscura, la teoria dell’accrescimento su buchi neri e loro coevoluzione con le galassie ospiti.
ABSTRACT “BUCHI NERI IN ASTROFISICA”
“Osservazioni sempre più accurate hanno mostrato al di la di ogni ragionevole dubbio che le galassie ellittiche ospitano nelle loro regioni centrali buchi neri supermassicci. Come tali oggetti si siano formati, quale sia la loro evoluzione, e come la loro presenza influenzi l’evoluzione delle galassie ospiti é un argomento di grande interesse per l’astrofisica contemporanea, sia osservativa che teorica. A loro volta, le galassie forniscono materiale che viene accresciuto dai buchi neri centrali, aumentandone la massa con fenomeni di accrescimento, che liberano enormi quantità di energia che modificano l’accrescimento stesso, e che danno origine al fenomeno dei Nuclei Galattici Attivi. In questo seminario, dopo una breve introduzione dedicata alla fisica dei buchi neri, verranno illustrati in maniera non tecnica, ma sufficientemente rigorosa, gli aspetti principali dei problemi attualmente affrontati dall’astrofisica concernenti la coevoluzione di buchi neri super massici”
Francesco Califano è professore Ordinario, presso il Dipartimento di Fisica dell’Università di Pisa, di Struttura della Materia.
La sua attività di ricerca si concentra sullo studio teorico della dinamica dei “Plasmi magnetizzati dominati da forti effetti non lineari e caratterizzati da una fisica di multiscala, corrispondente a regimi fisici diversi tra loro ma interconnessi”.
Su questa linea di ricerca è responsabile dal 2014 del “Dual Master Diploma in Physics” con Université Sorbonne:un doppio diploma Magistrale con Sorbonne Universitè che prevede un primo anno a Pisa ed un secondo a Parigi.
Il professore è anche responsabile scientifico di numerosi progetti di supercalcolo ed è membro di numerosi progetti di ricerca europei.
Dal 2017 è co-responsabile scientifico dello strumento “Plasma Wave Investigation” consortium, MMO spacecraft (JAXA), della missione spaziale congiunta ESA-JAXA “Bepi-Colombo” , lanciata nell’ottobre 2018 e prima missione spaziale europea per lo studio del pianeta Mercurio.
Al suo attivo ha duecento pubblicazioni su riviste internazionali con “Referee” ed è Editore Associato del Journal of Plasma Physics, Cambridge University Press.
Oggi il professore Califano ci parlerà della fusione nucleare nelle stelle:
“Nelle stelle la fusione nucleare rappresenta la sorgente energetica principale in grado di tenerle in vita su tempi lunghissimi. Questo processo appare oggi come una delle fonti energetiche future più importanti per lo sviluppo della nostra società. Nelle stelle il suo funzionamento è permesso dalla auto-gravità della materia in grado di tenere insieme la materia ad altissime temperature. In laboratorio, per realizzare la fusione, l’approccio più promettente è quello del “confinamento magnetico” che rappresenta una delle sfide scientifiche e tecnologiche più importanti del momento. In questa presentazione, partendo dalla descrizione di una stella (formazione ed evoluzione), introdurremo il concetto di fusione e la possibilità di riprodurla in laboratorio.“
Il dottor Gianni Comoretto si è laureato a Pisa nel 1981, ha lavorato presso il radiotelescopio di Medicina e presso l’Osservatorio di Arcetri, dove ha diretto il laboratorio di radioastronomia. La sua attività di ricerca riguarda lo studio della formazione stellare, e la progettazione di strumentazione per radiotelescopi. Ha collaborato alla realizzazione dei telescopi ALMA, in Cile, del Sardinia Radio Telescope, in Sardegna, e della sonda Cassini. Attualmente lavora al radiotelescopio Square Kilometre Array, in costruzione nel deserto australiano.
Nella conferenza odierna il dottore illustrerà come la Radioastronomia ci consente di conoscere meglio l’Universo, e descriverà i principali radiotelescopi attualmente operativi o in costruzione.
La Radioastronomia consente di osservare il cielo con strumenti di grandi dimensioni sfruttando l’unica finestra in cui la nostra atmosfera è trasparente, oltre quella della luce visibile. Mentre la luce è emessa principalmente da stelle e nubi di gas molto caldo, le onde radio ci mostrano il gas freddo e le polveri da cui si formano le stelle e i pianeti, con la loro ricchissima chimica, i buchi neri al centro delle galassie, di cui abbiamo ottenuto immagini estremamente dettagliate, la radiazione emessa dal gas caldo subito dopo il Big Bang, e ci hanno permesso di scoprire oggetti inattesi, come le pulsar o i lampi radio (Fast Radio Bursts)