LE STELLE DI GAIA COME TRACCIANTI GRAVITAZIONALI DELLA MATERIA OSCURA

  L’astrometria, ovvero, la misura delle posizioni e dei moti delle stelle, è oggi dominata dalla teoria di Einstein, infatti, le misure spaziali ad alta precisione introdotte dal satellite Gaia dell’ESA, costringono sempre più ad abbandonare il modello classico basato sulla gravità newtoniana.

   L’intera nostra Galassia funge da laboratorio di “Cosmologia Locale”, a “ redshift ” zero, fornendo al contempo il miglior modello per altre galassie simili. I dati di Gaia permettono di esplorare le relazioni tra le strutture barioniche (e la loro evoluzione) e le componenti oscure dell’Universo, fornendo al contempo il miglior modello per altre galassie simili

   In questo contesto, la professoressa ci  presenterà la prima applicazione     “ … della cinematica relativistica nel tracciare le curve di rotazione della Via Lattea. Come noto, l’osservata “piattezza” di queste curve rimane un problema aperto in astronomia, richiedendo tipicamente l’introduzione di un alone di materia oscura. I risultati più recenti hanno confrontato una soluzione esatta dell’equazione di Einstein con i modelli (Λ)CDM e MOND, utilizzando quasi un milione di sorgenti tutte provenienti da Gaia,…  sembrano invece rappresentare una nuova chiave per esplorare i fenomeni attribuiti alla materia oscura.  M.T. Crosta

  La Dr.ssa Mariateresa Crosta è Ricercatrice Senior presso l’INAF Osservatorio Astrofisico di Torino (OATo) e ha conseguito l’abilitazione scientifica nazionale come Professore Ordinario in Astrofisica.

 In particolare, tiene il corso di “Gravitational Metrology for Astrophysics and Cosmology” presso il Dipartimento di Matematica “G. Peano” dell’Università degli Studi di Torino.

  La sua carriera si distingue per il lavoro pionieristico nella metrologia gravitazionale e nell’applicazione della Relatività Generale all’astronomia fondamentale e alla cosmologia locale. Dal 2000 è impegnata nella missione Gaia dell’ESA come membro del DPAC (Gaia Data Processing and Analysis Consortium), dove gestisce il confronto e il perfezionamento dei modelli di Relatività Generale per l’elaborazione e l’analisi dei dati.

  La sua ricerca ha fornito contributi innovativi nella rilevazione delle onde gravitazionali (utilizzando le stelle come antenne) e nella ricostruzione della Via Lattea secondo la Relatività Generale.

ESPLORARE L’UNIVERSO GRAVITAZIONALE CON LISA

 Walter Del Pozzo si è laureato  in Fisica Teorica all’Università di Pisa nel 2006. La sua tesi era dedicata alle Novae classiche, una particolare classe di esplosioni stellari alimentate da nane bianche. Successivamente, trasferitosi nel Regno Unito per un dottorato in astrofisica alla University of Birmingham, nel 2010 vi consegue  il titolo con la tesi “Black holes, galaxy clusters and gravitational waves”.

Dopo il dottorato va ad  ad Amsterdam per un post-doc al NIKHEF, entrando a far parte della collaborazione Virgo. In questo contesto sviluppa  metodi di analisi dei dati di onde gravitazionali con l’obiettivo di investigare la dinamica dello spaziotempo nelle coalescenze di sistemi binari di buchi neri.  Nel 2013 torna alla University of Birmingham, dove rimane fino al 2016, anno in cui vince una borsa Levi-Montalcini chele  consente di rientrare in Italia, a Pisa.

Dal 2011 al 2017 ricopre il ruolo di coordinatore del gruppo dedicato allo studio del campo forte della collaborazione LIGO–Virgo, supervisionando la stesura dell’articolo “Tests of General Relativity with GW150914” e partecipa attivamente all’articolo “GW170817: Observation of Gravitational Waves from a Binary Neutron Star Inspiral”. Tra il 2017 e il 2022 assume diversi ruoli di coordinamento all’interno della collaborazione LIGO–Virgo.

Nel 2019 diviene professore associato di astrofisica all’Università di Pisa, dove insegna vari corsi dedicati all’astrofisica, ai buchi neri e alle onde gravitazionali.

RAGGI COSMICI NELLA GALASSIA

    Il Dottore Daniele Gaggero è ricercatore INFN presso

 l’ Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, sezione di Pisa da Novembre 2022.

 Ha conseguito la laurea in fisica e il dottorato di ricerca presso l’Università di Pisa nel 2011, e successivamente ha condotto ricerche nell’ambito della fisica astro-particellare e della cosmologia in diversi istituti in Europa: la Scuola Superiore Studi Avanzati  di Trieste, l’Università di Amsterdam, l’Istituto di Fisica Teorica a Madrid e l’Istituto di Fisica Corpuscolare a Valencia.

                  Oggi ci parlerà dei RAGGI COSMICI:

“ .. particelle cosmiche che vengono accelerate fino a energie estremamente elevate in ambienti astrofisici estremi, come le onde d’urto che si propagano in seguito alle esplosioni di supernova. Descriverò come avvengono questi processi di accelerazione e seguirò il viaggio di queste particelle nella nostra Galassia. In seguito alle complesse interazioni con il gas e i campi magnetici, queste particelle emettono grande quantità di radiazione che può essere rivelata con radiotelescopi (nella banda radio) e con moderni detector sia in orbita sia a terra (nella banda dei raggi gamma). Concluderò con alcuni cenni sull’astronomia cosiddetta “multi-messaggera”, con cenni alle emissioni di neutrini da parte delle particelle cosmiche e della loro recente rivelazione con gli esperimenti Ice Cube e KM3Net.”


I GRANDI RADIOTELESCOPI, UNA DIVERSA FINESTRA SUL COSMO