LE FRONTIERE DELL’ASTRONOMIA


Il Dottore Daniele Gaggero è ricercatore INFN presso
l’ Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, sezione di Pisa da Novembre 2022.
Ha conseguito la laurea in fisica e il dottorato di ricerca presso l’Università di Pisa nel 2011, e successivamente ha condotto ricerche nell’ambito della fisica astro-particellare e della cosmologia in diversi istituti in Europa: la Scuola Superiore Studi Avanzati di Trieste, l’Università di Amsterdam, l’Istituto di Fisica Teorica a Madrid e l’Istituto di Fisica Corpuscolare a Valencia.
Oggi ci parlerà dei RAGGI COSMICI:
“ .. particelle cosmiche che vengono accelerate fino a energie estremamente elevate in ambienti astrofisici estremi, come le onde d’urto che si propagano in seguito alle esplosioni di supernova. Descriverò come avvengono questi processi di accelerazione e seguirò il viaggio di queste particelle nella nostra Galassia. In seguito alle complesse interazioni con il gas e i campi magnetici, queste particelle emettono grande quantità di radiazione che può essere rivelata con radiotelescopi (nella banda radio) e con moderni detector sia in orbita sia a terra (nella banda dei raggi gamma). Concluderò con alcuni cenni sull’astronomia cosiddetta “multi-messaggera”, con cenni alle emissioni di neutrini da parte delle particelle cosmiche e della loro recente rivelazione con gli esperimenti Ice Cube e KM3Net.”

Il dottor Gianni Comoretto si è laureato a Pisa nel 1981, ha lavorato presso il radiotelescopio di Medicina e presso l’Osservatorio di Arcetri, dove ha diretto il laboratorio di radioastronomia. La sua attività di ricerca riguarda lo studio della formazione stellare, e la progettazione di strumentazione per radiotelescopi. Ha collaborato alla realizzazione dei telescopi ALMA, in Cile, del Sardinia Radio Telescope, in Sardegna, e della sonda Cassini. Attualmente lavora al radiotelescopio Square Kilometre Array, in costruzione nel deserto australiano.
Nella conferenza odierna il dottore illustrerà come la Radioastronomia ci consente di conoscere meglio l’Universo, e descriverà i principali radiotelescopi attualmente operativi o in costruzione.
La Radioastronomia consente di osservare il cielo con strumenti di grandi dimensioni sfruttando l’unica finestra in cui la nostra atmosfera è trasparente, oltre quella della luce visibile. Mentre la luce è emessa principalmente da stelle e nubi di gas molto caldo, le onde radio ci mostrano il gas freddo e le polveri da cui si formano le stelle e i pianeti, con la loro ricchissima chimica, i buchi neri al centro delle galassie, di cui abbiamo ottenuto immagini estremamente dettagliate, la radiazione emessa dal gas caldo subito dopo il Big Bang, e ci hanno permesso di scoprire oggetti inattesi, come le pulsar o i lampi radio (Fast Radio Bursts)

La Dott.ssa Barbara Patricelli dopo aver conseguito la laurea in Fisica presso l’Università degli Studi dell’Aquila e il Dottorato di Ricerca in Astrofisica Relativistica presso l’Università di Roma “Sapienza” è attualmente ricercatrice presso il Dipartimento di Fisica dell’Università di Pisa. La sua attività di ricerca si concentra sullo studio multi-messaggero di coalescenze di sistemi binari di oggetti compatti, che sono tra i fenomeni più estremi dell’universo. E’ membro di diverse collaborazioni scientifiche internazionali tra cui : LIGO-Virgo-KAGRA (LVK), Einstein Telescope (ET), Cherenkov Telescope Array (CTA).
Nella conferenza odierna la dottoressa ripercorrerà la nascita dell’Astronomia Multi-Messaggera,dei sui orizzonti e delle sfide future.
L’astronomia multi-messaggera è un nuovo modo di esplorare l’Universo, che si basa sullo studio delle sorgenti celesti mediante più “messaggeri” di natura fisica diversa: i fotoni (la luce), le particelle elementari (ad esempio i neutrini) e le onde gravitazionali. Queste ultime sono dei “terremoti cosmici” generati da fenomeni estremamente violenti dell’Universo, che vengono captati da grandi strumenti come gli interferometri Virgo e LIGO. Essa è nata nell’Agosto del 2017, quando LIGO e Virgo hanno rivelato un segnale gravitazionale prodotto dalla fusione di due stelle di neutroni …

Il professor Brucato è ricercatore astronomo presso l’INAF Osservatorio Astrofisico di Arcetri, Firenze, e Professore di Astrobiologia presso il Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Firenze, si occupa di astrobiologia. In particolare, studia in laboratorio i processi chimici e fisici attivi nel Sistema Solare e nel mezzo interstellare che guidano la formazione ed evoluzione della materia organica nello spazio, con lo scopo di comprendere i meccanismi di base che hanno permesso di formare la vita sulla Terra e, probabilmente, nello spazio. E’ impegnato nello studio di missioni spaziali dell’ESA e della NASA per la ricerca di vita su Marte e su asteroidi primitivi.
Oggi si pensa che l’origine della vita sulla Terra sia strettamente legata alla formazione di molecole organiche nello spazio. È possibile, quindi, che le condizioni favorevoli alla nascita della vita siano apparse, non solo sulla Terra, ma anche in altri corpi del sistema solare o in pianeti extrasolari .
In questa conferenza il professore ci parlerà delle tecniche con cui gli astrobiologi cercano segni di vita nello spazio e dei risultati ottenuti dalle recenti missioni spaziali su Marte.